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Il colore viola del NO BDAY

La grande manifestazione del 5 dicembre ci consegna un inestimabile patrimonio civile e politico e pone a tutti noi una domanda: come continuare, come tradurre quest’onda spontanea di partecipazione democratica in effettivo contributo per il Paese? La risposta a questa domanda non è ancora scritta da nessuna parte o, meglio, è scritta dentro ciascuno di noi e in tutti assieme.

La risposta a questa domanda non può che essere rintracciata nella sintesi vorticosa e orizzontale di quell’intelligenza collettiva che ha dato vita alla più importante manifestazione degli ultimi vent’anni, nell’aspirazione che vive dentro ogni cittadino ad avere un Paese normale, un Paese migliore, un Paese che competa nella dimensione globlale sul terreno della democrazia, dei diritti, del rinnovamento e di una nuova etica politica che ponga al centro la dignità delle persone, il rispetto dell’ambiente, il riconoscimento del lavoro, la legalità, il valore dei saperi, della conoscenza, dell’informazione e della Rete: un Paese moderno, vivo, dinamico, finalmente libero dal modello regressivo del berlusconismo.

Il tempo dei bilanci è finito e cede il passo al tempo della proposta, del progetto (ma non del partito che non faremo mai). Questa è la nostra nuova sfida.

Noi vogliamo raccoglierla.