Spettacolo di Beppe Grillo

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Ricordiamo che per i simpatizzanti Beppe Grillo sarà a Mantova presso il Palabam Giovedi 6 Novembre alle ore 21:00

Per  chi viene a vedere lo spettacolo e vuole darci una mano nei banchetti presenti all’interno del palazzetto il ritrovo è stato fissato alle 19 e 30 ai cancelli dell’ingresso

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3 pensieri riguardo “Spettacolo di Beppe Grillo

  1. Ieri notte, dopo lo spettacolo, ho scritto a Beppe la seguente mail.

    “Due ragioni mi hanno sempre reso simpatica la cremazione: la prima e` che adoro il caldo; la seconda, la prospettiva di fregare i vermi”.
    Tom Antongini – “L’immorale testamento di mio zio Gustavo”

    Carissimo Beppe,
    vengo ora dallo spettacolo di Mantova, l’ennesimo tuo spettacolo cui ho partecipato, e devo dire che ti ho trovato in ottima forma.
    Ce ne sarebbe da dire, ma per non farti perdere troppo tempo ti scrivo solo un paio di brevi considerazioni.

    CREMAZIONE
    Credo di essere il più accanito fan di Tom Antongini, ho tutti i suoi libri, alcuni in numerose copie delle più diverse edizioni.
    Mi ha fatto un piacere immenso quindi sentirti pronunciare le sue sagge e divertenti parole davanti ad una platea tanto vasta.
    La frase sulla cremazione e quella sul seno delle donne (“che in italiano è singolare ma per fortuna sono due”) sono forse le uniche rimaste un po’ note della sua straordinaria produzione.
    Se mi dici dove posso mandarti un allegato, e se ti va, ti posso inoltrare un gioiello assoluto, il capitolo “Guerra e Patria”, sempre da “L’immorale testamento di mio zio Gustavo” – 1948.
    Questo sì, dovrebbero insegnarlo nelle scuole.

    TUO FIGLIO DI VENTI ANNI E LE DUE BIRRE
    Non so se è vero l’episodio, ma così come l’hai raccontato non ho gradito.
    Te lo dico in amicizia, per il bene che ti voglio e per l’ammirazione che ho per te da tanto tempo.
    Se davvero gli hanno sequestrato l’auto doveva avere un tasso alcolico superiore a 1,5 g/l.
    Quindi le birre non erano due ma almeno dieci.
    A quelle condizioni il rischio di fare e/o farsi del male è altissimo.

    Ti prego di dedicare due minuti alla lettura di questa pagina http://www.repubblica.it/2007/02/motori/marzo-07/asaps-stragi-sabato/asaps-stragi-sabato.html.
    Questa è la nostra schizofrenica realtà.

    Naturalmente ho capito che a te interessava mostrare il sistema di accensione/non accensione dell’auto, legato all’etilometro, e hai chiarito in maniera esplicita che non si deve guidare dopo aver bevuto.
    Ma la opportuna promozione di questa tecnologia non penso debba far mettere in discussione la legge che prevede la confisca dell’auto a chi guida con una alcolemia superiore a 1,5 g/l e il difficoltoso percorso psico/sanitario/burocratico per recuperare la patente: sono conquiste importantissime, per cui – insieme alle associazioni dei familiari e delle vittime della strada abbiamo lottato per anni – che vanno promosse e sostenute, nel nome della sicurezza stradale.
    Negli Stati Uniti tuo figlio, pur (ma solo per un caso fortuito) non avendo fatto del male a nessuno, sarebbe finito in carcere a riflettere sulle birre consumate prima di mettersi al volante.
    La patente non è un diritto di tutti, ma solo di chi dimostra di meritarsela.

    Con tanta stima, ammirazione, affetto.
    Alessandro Sbarbada – Mantova

    Aggiungo che non ho apprezzato nemmeno la derisione del malore di Giulio Andreotti in TV: non riesco a sorridere su una soffrenza, su una persona malata, mai, nè mi pare che la vecchiaia sia una condizione da insultare.
    Ci sono ben altri argomenti se si vuole contestare Andreotti, mi pare.

    Ecco, queste sono 2 cose che non ho apprezzato, tra le tremila affermazioni di Beppe ieri sera.
    Sottoscrivo le altre duemilanovecentonovantotto.
    D’altra parte sarebbe da preoccupante se fossi d’accordo con Beppe sempre su TUTTO.
    O no?

  2. Feb

    06
    MAFIA, BARCELLONA: No della Cassazione alla confisca beni di Aquilia, Calabrese e “Sem” Di SalvoPostato da Enrico Di GiacomoCommentaNews dall’altromondoSvanita ieri in Cassazione, almeno per il momento, la possibilità della confisca definitiva dei beni immobiliari, di capitali e di aziende, sequestrati a presunti esponenti e fiancheggiatori della famiglia mafiosa di Barcellona, già condannati con sentenze definitive. I giudici della quinta sezione della Corte di Cassazione, hanno infatti annullato, con rinvio alla Corte d’Appello di Messina, la sentenza con la quale – esattamente un anno fa – la stessa Corte d’Appello, presidente Armando Lenza, componenti Gianclaudio Mango e Carmelo Cucurullo, aveva rigettato i ricorsi presentati da quattro indagati, Salvatore “Sem” Di Salvo, Mario Aquilia, Carmelo Mastroeni e Tindaro Antonio Calabrese, tutti di Barcellona coinvolti nelle operazioni antimafia Omega e Icaro e per i quali con ordinanza del 14 giugno del 2006 il tribunale di Messina, sezione delle misure di prevenzione personale e patrimoniale, aveva disposto il sequestro e la confisca di tutti i beni personali e aziendali. Ad avanzare ieri la richiesta di annullamento della confisca del patrimonio dei quattro barcellonesi, tra i quali figura il boss Salvatore “Sem” Di Salvo, è stato l’avv. Giuseppe Lo Presti che ha insistito sull’annullamento sulla base di una recente sentenza emessa il 13 gennaio scorso a sezioni unite dalla stessa Cassazione che ha sancito l’inutilizzabilità delle intercettazioni dichiarate nulle (come nel caso dell’operazione Omega scattata nel 2003 e disinnescata dall’annullamento delle intercettazioni ambientali e telefoniche) nei procedimenti civili intentati dagli indagati assolti per ingiusta detenzione. Il legale, nell’affermare che il principio valido per le cause civile doveva essere applicato anche nei procedimenti delle misure di prevenzione patrimoniale, ha ottenuto l’annullamento con rinvio. Il ricorso contro la confisca era stato presentato dagli avv. Tommaso Calderone, Corrado Correnti e Francesco Traclò, oltre che dallo stesso Lo Presti. La Corte d’Appello di Messina, dovrà adesso nuovamente esaminare gli atti dei sequestri patrimoniali ed escludere dal giudizio le intercettazioni telefoniche e ambientali ritenute nulle. Solo dopo, sulla base degli atti dichiarati utilizzabili, potrà essere emessa una nuova sentenza. Tutto ancora rimane “sub judice” e sulla confisca definitiva dei beni bisognerà ancora attendere. I beni restano comunque congelati e affidati ad un amministratore giudiziario nell’attesa dei nuovi pronunciamenti in Appello e nuovamente in Cassazione. Il sequestro dei beni di Salvatore “Sem” Di Salvo, 42 anni, detenuto dal luglio del 2003 in regime di carcere duro nella casa circondariale di Viterbo, considerato fino al momento dell’arresto il capo della famiglia mafiosa barcellonese e dei beni intestati agli imprenditori che lo avrebbero fiancheggiato nell’attività, aveva aperto un nuovo capitolo nella lotta alla criminalità organizzata nel barcellonese. I beni sequestrati, oltre a terreni, fabbricati con piscine e campi di giuoco, automezzi e macchine edili, riguardano conti correnti e aziende commerciali. A Di Salvo sono stati sequestrati i 3/5 di una villetta situata nel Residence club Spinesante, di quattro diversi terreni ubicati nel Comune di Castroreale e intestati alla moglie Santa Ofria, il sequestro di una società la Codim e di tutti i beni aziendali e strumentali, un’auto e una moto. I beni che appartenevano a Mario Aquilia, finiti sotto i sigilli sono invece due unità immobiliari in via Roma, un negozio in via Roma, due terreni situati a Calderà, una fabbricato in contrada Paria due Mulini con tre diversi terreni, capitale sociale, conti e beni strumentali della società di costruzioni “A.R. Costruzioni”. I beni dell’impresa individuale Aquilia, la società Isa Costruzioni di via Roma con tutti i beni ad essa intestati, la società “Valdina società consortile”, la società Aurora. Sequestrati anche quattro tra camion e macchine edili. Nei confronti di Carmelo Matronei, socio di Sem Di Salvo, i beni sequestrati sono stati: la società “Sud edil scavi srl” di Merì, 10 appezzamenti di terreni situati in contrada Camicia a Merì, un grande fabbricato trasformato in villa con piscina, campo di calcio e un vasto terreno circostante, oltre a pertinenze; 15 tra escavatori, camion, rimorchi trattori, oltre a diverse moto, auto. Nei confronti di Tindaro Antonio Calabrese, è stato disposto il sequestro della società di famiglia “Co.Ge.Cal. srl” e dell’impresa individuale “Calabrese Francesco”, dei relativi capitali sociali e di tutti beni aziendali, di un’Audi A6 e di una Toyota Yaris. Leonardo Orlando – GDS
    Lascia un commento. Sicuramente chi ha bevuto più del dovuto vedrà l’automezzo confiscato. Questa è l’Italia

  3. Pingback: xe mercedes van

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