APPELLO IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE

Luglio 13, 2008

 

 

 

In difesa della Costituzione Cento costituzionalisti hanno firmato un documento nel quale esprimono

“insuperabili perplessità di legittimità costituzionale” sull’emendamento blocca-processi e sul lodo Alfano sull’immunità temporanea per le alte cariche dello Stato e chiedono di aderire al loro APPELLO  in difesa della costituzione

       

  

 

 

 

 

 

I sottoscritti professori ordinari di diritto costituzionale e di discipline equivalenti, vivamente preoccupati per le recenti iniziative legislative intese:

 

1) a bloccare per un anno i procedimenti penali in corso per fatti commessi prima del 30 giugno 2002, con esclusione dei reati puniti con la pena della reclusione superiore a dieci anni;

 

2) a reintrodurre nel nostro ordinamento l’immunità temporanea per reati comuni commessi dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Presidenti di Camera e Senato anche prima dell’assunzione della carica, già prevista dall’art. 1 comma 2 della legge n. 140 del 2003, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 24 del 2004,

premesso che l’art. 1, comma 2 Cost., nell’affermare che «La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione», esclude che il popolo possa, col suo voto, rendere giudiziariamente immuni i titolari di cariche elettive e che questi, per il solo fatto di ricoprire cariche istituzionali, siano esentati dal doveroso rispetto della Carta costituzionale, rilevano, con riferimento alla legge di conversione del decreto legge n. 92 del 2008, che gli artt. 2 bis e 2 ter introdotti con emendamento a tale decreto, sollevano insuperabili perplessità di legittimità costituzionale perchè:

a) essendo del tutto estranei alla logica del c.d decreto-sicurezza, difettano dei requisiti di straordinaria necessità ed urgenza richiesti dall’art. 77, comma 2 Cost. (Corte cost., sentenze n. 171 del 2007 e n. 128 del 2008);

b) violano il principio della ragionevole durata dei processi (art. 111, comma 1 Cost., art. 6 Conv. europea dei diritti dell’uomo);

c) pregiudicano l’obbligatorietà dell’azione penale (art. 112 Cost.), in conseguenza della quale il legislatore non ha il potere di sospendere il corso dei processi, ma solo, e tutt’al più, di prevedere criteri “flessibili” cui gli uffici giudiziari debbano ispirarsi nella formazione dei ruoli d’udienza;

d) la data del 30 giugno 2002 non presenta alcuna giustificazione obiettiva e razionale;

e) non sussiste alcuna ragionevole giustificazione per una così generalizzata sospensione che, alla sua scadenza, produrrebbe ulteriori devastanti effetti di disfunzione della giustizia venendosi a sommare il carico dei processi sospesi a quello dei processi nel frattempo sopravvenuti…..

 

…..rilevano, con riferimento al c.d. lodo Alfano, che la sospensione temporanea ivi prevista, concernendo genericamente i reati comuni commessi dai titolari delle sopra indicate quattro alte cariche, viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all’obbligatorietà dell’azione penale, anche e soprattutto l’art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini «sono eguali davanti alla legge».

 

Osservano, a tal proposito, che le vigenti deroghe a tale principio in favore di titolari di cariche istituzionali, tutte previste da norme di rango costituzionale o fondate su precisi obblighi costituzionali, riguardano sempre ed esclusivamente atti o fatti compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni.

 

Per contro, nel c.d. lodo Alfano la titolarità della carica istituzionale viene assunta non già come fondamento e limite dell’immunità «funzionale», bensì come mero pretesto per sospendere l’ordinario corso della giustizia con riferimento a reati «comuni».

 

Per ciò che attiene all’analogo art. 1, comma 2 della legge n. 140 del 2003, i sottoscritti rilevano che, nel dichiararne l’incostituzionalità con la citata sentenza n. 24 del 2004, la Corte costituzionale si limitò a constatare che la previsione legislativa in questione difettava di tanti requisiti e condizioni (tra cui la doverosa indicazione del presupposto, e cioè dei reati a cui l’immunità andrebbe applicata e l’altrettanto doveroso pari trattamento dei ministri e dei parlamentari nell’ipotesi dell’immunità, rispettivamente, del Premier e dei Presidenti delle due Camere), tali da renderla inevitabilmente contrastante con i principi dello Stato di diritto.

Ma ciò la Corte fece senza con ciò pregiudicare la questione di fondo, qui sottolineata, della necessità che qualsiasi forma di prerogativa comportante deroghe al principio di eguale sottoposizione di tutti alla giurisdizione penale debba essere introdotta necessariamente ed esclusivamente con una legge costituzionale.

Infine, date le inesatte notizie diffuse al riguardo, i sottoscritti ritengono opportuno ricordare che l’immunità temporanea per reati comuni è prevista solo nelle Costituzioni greca, portoghese, israeliana e francese con riferimento però al solo Presidente della Repubblica, mentre analoga immunità non è prevista per il Presidente del Consiglio e per i Ministri in alcun ordinamento di democrazia parlamentare analogo al nostro, tanto meno nell’ordinamento spagnolo più volte evocato, ma sempre inesattamente.

 

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In difesa della Costituzione Cento costituzionalisti hanno firmato questo documento nel quale esprimono “insuperabili perplessità di legittimità costituzionale” sull’emendamento blocca-processi e sul lodo Alfano sull’immunità temporanea per le alte cariche dello Stato e chiedono di aderire al loro appello “in difesa della Costituzione”.

 

 

FIRMA ANCHE TU!!!  

 


Incontro per la Decrescita Felice

Giugno 16, 2008

Logo Decrescita Felice

Venerdi 20 Giugno  abbiamo invitato Massimo De Maio coordinatore circoli territoriali MDF che rappresenta il Movimento della decrescita felice che ci spiegherà cosa significa diventare circolo territoriale .

E’ quindi una buona occasione per conoscere in maniera più approfondita l’argomento e per porre domande al nostro interlocutore.

Per chi non lo sapesse il Movimento Decrescita Felice è stato fondato da Maurizio Pallante (Roma, 1947), laureato in lettere, principalmente attivo come saggista, è presidente dell’Associazione Movimento per la Decrescita Felice

L’incontro si svolgerà a Mantova (Colle Aperto) in via Pietro Calamandrei 25 alle ore 21:00


ENERGIA NUCLEARE? NO GRAZIE!!!

Maggio 31, 2008

Dal blog di Beppe Grillo:

 

 

“Il comitato di affari PDL e PD-meno-elle ha deciso che il nucleare si deve fare. Il futuro economico, energetico, industriale dell’Italia è legato al nucleare. I media si sono subito allineati, sanno che l’opinione pubblica è contraria. Nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, attraverso dati, pubblicazioni scientifiche, testimonianze, video, interviste dimostrerò il contrario. Non è difficile.


Nucleare? No grazie.


Nel 1987 venti milioni di italiani hanno votato un referendum contro il nucleare. Scajola e la Marcegaglia contano più della volontà degli italiani? Chi li autorizza a prendere decisioni a nome del popolo italiano?
Si vuole il nucleare? Si tenga un nuovo referendum. Se gli italiani voteranno a favore, allora si potrà fare. Altrimenti no. Non si possono costruire centrali nucleari ignorando il risultato di un referendum popolare.
Scajola vuol fare lo
sconto sulla bolletta a chi acconsentirà alle centrali nucleari vicino a casa. Dia lui l’esempio con una discarica di scorie nucleari nel suo giardino. La bolletta gliela pago io.
Ci sono molti comuni denuclearizzati in Italia, comuni sovversivi, sobillatori, pericolosi organizzatori di energie alternative. Ma non sono ancora abbastanza. Chiedo ai sindaci di esporre il cartello: “Comune denuclearizzato” sotto il nome del loro paese. E’ il miglior benvenuto per chi lo visita”.


 

V2 DAY – Raccolta firme - COMUNICAZIONE

 

La raccolta firme del V2 DAY nei comuni della provincia di Mantova è terminata!

Abbiamo già iniziato la procedura di certificazione e presto vi comunicheremo i risultati definitivi della raccolta a Mantova.

n.b.

Un caloroso e doveroso ringraziamento da parte degli organizzatori del gruppo “amici di Beppe Grillo” di Mantova a tutte le persone che sono venute a firmare, a coloro che hanno collaborato ai banchetti del 25 aprile a Mantova, Castelbelforte, Volta Mantovana e Pegognaga e che credono nelle nostre iniziative….grazie di cuore!!!

 


COMMENTO DI BEPPE GRILLO SULLA RACCOLTA FIRME E SULLA VALIDITA’ DELLA STESSA….

Maggio 12, 2008

….e l’abolizione del canone RAI!!!

“Il 25 aprile ha dimostrato che l’informazione è controllata, questo è stato il risultato vero, quello più importante.

La reazione dei media è stata compatta.

Prima il silenzio, poi gli attacchi personali a Beppe Grillo senza entrare nel merito dei tre referendum e sul perché così tante persone sono scese in piazza e hanno firmato.

Non è mai successo che si raccogliessero 1.350.000 firme in un giorno nella storia della Repubblica, ma per Riotta, per Mieli, per Fede o per Scalfari è un non fatto.

Il 25 aprile non è esistito, esiste solo un delinquente che si chiama Beppe Grillo, peggio di Mussolini, di Andreotti, di Testa d’Asfalto.

Un assassino multimilionario che fa pagare chi partecipa ai suoi V day.

Si mette in discussione la validità delle firme e non si citano neppure i contenuti dei referendum. Le richieste per i referendum sono state depositate alla Corte di Cassazione, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale. I miei legali e i loro consulenti non hanno dubbi sulla loro validità.

E’ il vecchio metodo fascista di colpire chi denuncia sul piano personale e di non parlare mai delle denunce.

Il 25 aprile tra qualche anno sarà ricordato come l’inizio della fine dell’informazione di regime, controllata da partiti, Confindustria, banche.

L’informazione si sta spostando in Rete, tutti siamo giornalisti, tutti siamo editori, tutti siamo registi. E’ solo una questione di tempo. In Rete chi mente è perduto, le vecchie regole dell’informazione non valgono più.

Nei prossimi anni assisteremo a uno scontro diretto, a una escalation tra i vecchi media e la Rete, tra la politica e la Rete. Ma sono già sconfitti, questo mi rende felice e mi fa sentire in pace.

A luglio consegnerò le firme per i referendum, ma prima lancerò un referendum operativo.

Un referendum operativo si differenzia da quello legislativo perchè è di immediata esecuzione.

Il cittadino fa da sé. Proporrò la disdetta del canone alla RAI con le istruzioni, i partecipanti, i risultati in tempo reale.

La RAI se la paghino i politici, l’informazione televisiva è roba loro, i Riotta, i Mazza e i Saccà sono roba loro, il consiglio di amministrazione è roba loro, la pubblicità è roba loro. Petruccioli in Confalonieri è roba loro.

Per far chiudere questa RAI non è necessario cambiare le leggi, è sufficiente non pagare più il pizzo. Un solo canale, senza pubblicità, senza interferenze politiche, al servizio dell’informazione e dei cittadini.

Un canale pubblico con un direttore come Marco Travaglio, per fare un esempio.

Un canale di cultura, inchiesta.

Questo è quello che vorrei, non culi, tette, calcio e politici in prima, seconda e terza serata.

Il controllo dell’informazione ha cambiato il Paese in peggio, una libera informazione può darci un nuovo Rinascimento.

Loro non molleranno mai, noi neppure!”

Beppe

La raccolta firme del V2 DAY in provincia di Mantova è terminata.

Abbiamo già inziato la procedura di certificazione e presto vi comunicheremo i risultati definitivi della raccolta a Mantova.

n.b.

Un caloroso e doveroso ringraziamento da parte degli organizzatori del gruppo “amici di Beppe Grillo” di Mantova a tutte le persone che sono venute a firmare, a coloro che hanno collaborato ai banchetti del 25 aprile a Mantova, Castelbelforte, Volta Mantovana e Pegognaga e che credono nelle nostre iniziative….grazie di cuore!!!


V2 DAY….CONTINUA LA RACCOLTA FIRME!!!

Maggio 2, 2008

Il 10 maggio siamo di nuovo a Mantova in Piazza Guglielmo Marconi, dalle 9 alle 20, con un banchetto di raccolta firme per i tre referendum abrogativi proposti da Beppe Grillo:

 

 

 

 

La raccolta prosegue nei seguenti comuni nei quali si potrà andare a firmare fino al 10 maggio portando con se un documento d’identità, tranne nel comune di Mantova dove i moduli saranno disponibili presso l’ufficio elettorale in via Gandolfo,11 fino a fine maggio:

 

 

 

ASOLA,

BORGOFORTE,

BOZZOLO,

CASTEL GOFFREDO,

CASTELBELFORTE,

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE,

CURTATONE,

GOITO,

MANTOVA (si firma presso l’ufficio elettorale in via gandolfo,11….presso lo sportello unico) 

MARMIROLO,

MOGLIA,

MONZAMBANO,

OSTIGLIA,

PEGOGNAGA,

POGGIO RUSCO,

PORTO MANTOVANO,

RONCOFERRARO,

SAN GIORGIO,

SERMIDE,

SUZZARA,

VIADANA,

VIRGILIO,

VOLTA MANTOVANA

 

 

Con la raccolta firme del 25 aprile abbiamo raggiunto le 500000 firme per referendum che era la cifra prevista per legge, ma il nostro desiderio è quello di proseguire nella raccolta per raggiungere almeno 800000 firme; per questo proseguiremo la raccolta in tutta Italia per tutto il mese di maggio….per essere certi che la nostra iniziativa abbia successo!

Cosa aspettate dunque….

….venite a firmare!!!

 

 

n.b.

Un caloroso e doveroso ringraziamento da parte degli organizzatori del gruppo “amici di Beppe Grillo” di Mantova a tutte le persone che sono venute a firmare, a coloro che hanno collaborato ai banchetti del 25 aprile a Mantova, Castelbelforte, Volta Mantovana e Pegognaga e che credono nelle nostre iniziative….grazie di cuore!!!

 

 

 

 


V2 DAY A MANTOVA…..VIENI A FIRMARE!!!

Aprile 24, 2008

 

Libera l\'informazione in un semi-libero stato!!!


IN MARZO GIORNI IMPORTANTI PER LA BATTAGLIA CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA

Marzo 27, 2008

 

ACQUA BENE COMUNE

 Sono stati tre giorni importanti quelli messi in campo dal popolo dell’acqua nello scorso week end. Tre giorni che hanno dimostrato l’avvenuta sedimentazione di un movimento nazionale e reticolare che, dopo uno straordinario 2007 di forte mobilitazione sociale, ha tracciato i binari del suo percorso futuro.

Il riuscito convegno di venerdì 14 a Bassiano è servito a sottolineare la forte interlocuzione del movimento per l’acqua con quella parte di enti locali che ha consapevolmente scelto, e prova a praticare, la ripubblicizzazione dell’acqua, come elemento di riappropriazione del proprio ruolo di luogo della democrazia locale e di tutela degli interessi delle comunità, svilito da decenni di consegna dei beni comuni nella mani dei grandi capitali finanziari.

A Bassiano (LT), come a Corchiano (VT) o ad Anghiari (AR) –non a caso piccoli Comuni- si apre la partita di una ricostruzione del legame sociale basato sulla lotta per una gestione pubblica e partecipativa dei beni comuni territoriali, a partire dall’acqua.

E che il terreno ben fertilizzato dai movimenti per l’acqua cominci a produrre frutti lo dimostra l’analoga iniziativa promossa in contemporanea da sette comuni campani dell’area sarnese vesuviana –capofila Roccapiemonte- che hanno aperto il fronte della ripubblicizzazione chiedendo l’immediata interlocuzione coi movimenti.

Se la costruzione di un movimento e di una vertenza nazionale sull’acqua è stata resa possibile dalle gigantesche energie prodotte dalle tante vertenze territoriali aperte, il convegno a Bassiano e ancor più la manifestazione di domenica 16 ad Aprilia dicono come i tempi siano maturi per riversare sui territori l’enorme forza accumulata dal movimento dell’acqua a livello nazionale.

La bella manifestazione di Aprilia ha visivamente segnalato il carattere nazionale di una vertenza territoriale molto forte e partecipata; e, se per il comitato locale le oltre duemila persone presenti erano comunque inferiori alle aspettative, la partecipazione diretta di rappresentanti dei comitati laziali, toscani, umbri, abruzzesi, calabresi ha detto a tutti come ogni lotta territoriale per l’acqua è ormai lotta di ciascuno e di tutti insieme.

Come del resto reso evidente dall’altrettanto importante mobilitazione che il giorno precedente ha visto seimila persone in piazza a Pescara per la difesa dell’acqua e dei beni comuni.

A cavallo tra convegni e mobilitazioni, l’assemblea nazionale del Forum italiano dei movimenti per l’acqua di sabato 15 a Roma ha visto la partecipazione di oltre 80 persone rappresentanti di reti e di comitati provenienti da nove regioni diverse.

La ricchezza delle esperienze e l’intensità della discussione, ma soprattutto il clima entro il quale sono state reciprocamente scambiate, dimostra senz’ombra di dubbio il consolidamento avvenuto del nostro comune percorso.

Abbiamo collettivamente discusso di come rendere più forte il movimento per l’acqua, attraverso l’avvio dei gruppi di lavoro nazionali e la costruzione di “istituzioni di movimento” come l’osservatorio sull’acqua.

Abbiamo discusso di come aumentare la partecipazione, attraverso l’apertura a tutte/i del coordinamento nazionale, e di come approfondire il radicamento attraverso forum regionali che possano preparare l’appuntamento autunnale del secondo forum italiano dei movimenti per l’acqua. Abbiamo discusso di come aprire la nostra esperienza alle lotte e alle vertenze in campo sugli altri beni comuni, sul terreno della democrazia e della partecipazione dal basso.

Abbiamo deciso di lottare per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare e di aprire varchi concreti per la ripubblicizzazione a partire da alcune vertenze territoriali mature.

Ci siamo incontrati e riconosciuti.

La nuova fase comincia.

Marco Bersani del FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA


SOVRANITA’ ALIMENTARE….SUBITO!!!

Marzo 10, 2008

mondialstation

L’articolo che riportiamo qui di seguito ci è stato segnalato da Andrea Conti del meetup nazionale….buona lettura.

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 ”Quello che hanno fatto in Iraq lo stanno facendo in tutto il mondo, in India i contadini si suicidano in massa perché non riescono a pagare i semi e anche in Europa si sta cercando di introdurre quote minime di OGM 0,1% per attuare la politica dell’asso pigliatutto (la tracciabilità del seme è già richiesta cioè non puoi usare semi autoprodotti, ma devi esibire la fattura di acquisto dei semi)”.

“….controllate il sistema alimentare e controllerete le popolazioni.”                            Henry Kissinger

“Questo è quello che stanno cercando di fare e noi di impedire con la ricostruzione dell’agricoltura locale con il progetto Arcipelago SCEC attraverso l’accorciamento delle filiere, il recupero delle antiche colture e la qualità dei prodotti locali”.

DI ERIC TOUSSANT
Mondialisation.ca

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Su scala internazionale sono in azione due grandi tendenze opposte

La tendenza attualmente dominante, in atto da circa 25–30 anni, consiste nell’offensiva capitalista neoliberista e imperialista. Negli ultimi anni, tale tendenza si è espressa con il ricorso, sempre più frequente, a guerre imperialiste, specialmente per la conquista di aree petrolifere, con l’aumento degli armamenti delle grandi potenze, con il rafforzamento dell’apertura commerciale nei paesi sottomessi, con la generalizzazione delle privatizzazioni, con un attacco sistematico ai salari e ai meccanismi di solidarietà collettiva conquistati dai lavoratori. Tutto ciò fa parte del Washington Consensus*. Queste politiche si applicano tanto ai paesi più industrializzati che a quelli in via di sviluppo.

Una controtendenza, certo molto debole su scala mondiale, si sviluppa dalla fine degli anni ’90. Essa si è espressa in molti modi: l’elezione di presidenti che predicano una rottura con il neoliberismo (questo ciclo è cominciato con l’elezione di Hugo Chavez nel 199 8) o perlomeno un suo alleggerimento; la sospensione del pagamento del debito pubblico a creditori privati da parte dell’Argentina a partire dalla fine del dicembre 2001 fino al marzo 2005; l’adozione di nuove costituzioni democratiche da parte delle Assemblee costituenti in Venezuela, Bolivia, e Ecuador; il rafforzamento delle libertà civili e politiche e un avanzamento nella protezione dei diritti economici, sociali e culturali;

l’inizio di un recupero nel controllo da parte dello Stato su grandi imprese pubbliche (il petrolio venezuelano – PDVSA [1]), su risorse naturali (l’acqua, il petrolio e il gas naturale in Bolivia) e su servizi essenziali (produzione/distribuzione dell’elettricità e delle telecomunicazioni in Venezuela); la riduzione dell’isolamento di Cuba; lo scacco dell’ALCA (il trattato di libero commercio che Washington voleva imporre a tutte le Americhe); il debutto dell’ALBA (l’alternativa bolivariana) e lo sviluppo di accordi commerciali e di scambio tra Venezuela, Cuba e Bolivia; il rafforzamento di Petrocaribe che permette a paesi dei Caraibi non esportatori di petrolio di acquistare il petrolio venezuelano con una riduzione del 40% rispetto al prezzo del mercato mondiale; l’uscita della Bolivia dal CIRDI (il tribunale della Banca Mondiale sugli investimenti); l’espulsione del rappresentante della Banca Mondiale dall’Ecuador; l’annuncio dello smantellamento della base statunitense di Manta in Ecuador previsto per il 2009; il lancio della Banca del Sud.

Questa controtendenza sarebbe inconcepibile senza le potenti mobilitazioni popolari che si sono opposte all’offensiva neoliberista degli anni ’80 in America Latina (aprile 1985 a Santo Domingo, febbraio 1989 a Caracas) e in diverse parti del mondo e che da allora sono esplose in maniera periodica. La sopravvivenza di Cuba, nonostante l’embargo e le aggressioni da parte di Washington, ha anch’essa contribuito alla nascita di questa controtendenza in quanto esempio vivente della possibilità di tenere testa alla prima potenza economica e militare del mondo.

La resistenza che incontra l’imperialismo in Iraq, in Palestina e in Afghanistan gioca ugualmente un ruolo fondamentale perché è difficile per gli Stati Uniti realizzare un intervento militare diretto in America Latina [2] mentre devono mantenere un così importante corpo di spedizione in Medio Oriente e in Asia centrale.

Siamo alla vigilia del 2015, anno nel quale devono essere raggiunti i timidi Obiettivi per lo Sviluppo del Millennio (OMD), fissati dalle Nazioni Unite nel settembre 2000 [3]: solo una manciata di anni ce ne separano e il panorama che si presenta è molto inquietante.

E’ palese che le condizioni di vita di una parte significativa della popolazione si degradano, tanto nei paesi più industrializzati che nelle altre parti del mondo. Questa degradazione si riflette sulle rendite, l’impiego, la salute, l’alimentazione, l’ambiente, l’educazione, l’accesso alla cultura. Essa ha a che fare con l’applicazione dei diritti fondamentali delle persone, sia in quanto individui che come collettività. Le degradazioni sono evidenti a livello degli equilibri ecologici, nelle relazioni tra gli Stati e le popolazioni, con il ricorso da parte delle grandi potenze all’aggressione militare. Gli Stati Uniti non sono gli unici aggressori, hanno alleati in Europa dove molti paesi hanno partecipato – o partecipano tuttora attivamente – all’aggressione verso l’Iraq e l’Afghanistan. Senza dimenticare il terrorismo di Stato esercitato dal governo di Israele specialmente verso il popolo palestinese e l’intervento delle autorità russe contro il popolo ceceno.

Esempi di barbarie si manifestano ogni giorno sotto i nostri occhi

Le merci, i servizi, i capitali e le informazioni circolano senza intralci su scala planetaria mentre viene impedito agli esseri umani dei paesi poveri di recarsi nei paesi ricchi. Accordare ai capitali e alle merci totale libertà di circolazione e negarla agli esseri umani costituisce un’espressione della barbarie contemporanea.

In Europa occidentale e negli Stati Uniti quello che è particolarmente ripugnante è la negazione di giustizia nei confronti di chi chiede asilo.

E’ rivoltante sentire un gran numero di dirigenti politici, anche a sinistra, accreditare l’idea secondo la quale non si può accogliere tutta la miseria del mondo e pertanto in questa ottica è in fin dei conti legittimo rifiutare massicciamente il diritto d’asilo nei paesi del Nord, espellere in massa le persone a cui tale diritto viene rifiutato o impedire loro di entrare nei territori in questione. Pensiamo alle migliaia di persone uccise dalle pallottole quando volevano oltrepassare le barriere dell’Unione Europea nelle “enclaves” spagnole del Marocco nel 2005. Pensiamo alle migliaia di persone che perdono la vita cercando di attraversare lo stretto di Gibilterra o di raggiungere le isole Canarie. Questo fenomeno non è evidentemente specifico dell’Europa. Sappiamo quello che succede alla frontiera meridionale degli Stati Uniti sul Rio Grande.

Nel frattempo, la concentrazione della ricchezza a beneficio di un’infima minoranza della popolazione mondiale raggiunge vette mai uguagliate nella storia dell’umanità. Qualche migliaio di capitalisti americani, europei, cinesi, indiani, africani concentrano una fortuna superiore al reddito annuale della metà degli abitanti della terra. E’ anche questa una barbarie.

Il fossato tra paesi ricchi e paesi poveri si approfondisce senza sosta. E’ inaccettabile.

Queste forme di degradazione e di ingiustizia non potranno essere cancellate se non viene invertito il corso della politica.

Il 2015 è la data limite per gli obiettivi del millennio che sono fin troppo modesti e nessuno dei quali va alla radice dei problemi: l’ineguaglianza nella distribuzione della ricchezza e la logica del profitto privato.

In numerosi paesi, non solo non ci si avvicina agli obiettivi del millennio, ma ci se ne allontana. La constatazione è davvero inquietante ed allora bisogna domandarsi se esistono forze sufficientemente potenti per contrastare la tendenza storica in atto.

Questa tendenza storica risale a più di trenta anni fa, ossia una generazione umana. Il colpo di Stato militare di Pinochet in Cile, nel 1973, è servito da laboratorio per la messa a punto di politiche neoliberiste che si sono progressivamente generalizzate all’Europa occidentale – con Margaret Thatcher nel 1979 – agli Stati Uniti – durante la presidenza di Ronald Reagan dal 1981 al 1988 – e al resto del pianeta specialmente con la restaurazione del capitalismo in Russia e in Cina.

L’avvento di forze storiche d’opposizione

Ci sono forze storiche capaci di contrastare questa progressiva influenza del neoliberismo? La risposta è si. Anche se alcuni ne vedono l’origine nel 1999 con la battaglia di Seattle contro il WTO, sembra più appropriato considerare diverse date precedenti come altrettante pietre miliari sul cammino della resistenza alla globalizzazione neoliberista. L’anno 1989 è importante al riguardo: in un primo tempo, è stato percepito solamente come l’anno della caduta del muro di Berlino il che, naturalmente, riveste un’importanza storica. La caduta del muro corrisponde alla fine della caricatura del socialismo burocratico staliniano, una versione totalmente sviata del socialismo che è, invece, un progetto di emancipazione. Ma il 1989 è anche l’anno dell’enorme sollevazione popolare del 27 febbraio in Venezuela, contro l’applicazione del piano di risanamento elaborato dal FMI e contro il regime in carica. I cambiamenti in corso in Venezuela negli ultimi dieci anni non possono essere compresi senza tenere conto di questa data. L’anno 1989 è anche la commemorazione del bicentenario della Rivoluzione francese e l’impressionante mobilitazione contro il G7, riunito quell’anno a Parigi, sotto il segno della lotta per l’annullamento del debito del terzo mondo [4]…….

…….per leggere tutto l’articolo e per gli approfondimenti sull’argomento cliccate qui: www.mondialisation.ca

Note

[1] La direzione dell’impresa pubblica Petrolio del Venezuela SA-PDVSA, creata all’epoca della nazionalizzazione del petrolio venezuelano negli anni 1970, aveva progressivamente favorito gli interessi privati e Washington (nella misura in cui gran parte dei benefici finivano negli Stati Uniti attraverso le filiali di PDVSA presenti in questo paese) fino al momento in cui il governo di Hugo Chavez ha ripreso la situazione in mano a partire dal 2001-2002.

[2] Ciò non impedisce a Washington e a numerosi governi europei di cercare di destabilizzare i governi boliviano, venezuelano ed ecuadoregno, soprattutto sostenendo i settori capitalisti che in questi paesi cercano di provocare la scissione di territori ricchi: la borghesia bianca di Santa Cruz in Bolivia, di Guayaquil in Ecuador, di Zulia in Venezuela. Questa strategia della tensione va seguita molto attentamente perché potrebbe crescere. La maggior parte dei media tende a presentare la volontà di secessione di tali ricchissimi territori come l’esercizio di un diritto democratico del popolo quando invece l’azione è condotta da settori minoritari che si oppongono alle riforme sociali perché minacciano i loro privilegi e il loro controllo sul potere e il denaro.

[3] Per una presentazione critica degli OMD, si veda: Damien Millet e Eric Toussaint, 60 domande e 60 risposte sul debito, il FMI e la Banca mondiale, CADTM-Sylleps, pubblicazione prevista per l’estate 2008.

[4] Le mobilitazioni contro il G7 a Parigi per l’annullamento del debito sono state fatte nell’ambito della campagna “basta così” – alla base della nascita del Comitato per l’annullamento del debito del Terzo Mondo (CADTM).

Eric Toussaint è presidente del du Comitato per l’annullamento del debito del terzo mondeo (CADTM, Belgio)

Titolo originale: “Des résistances aux alternatives. Mise en perspective historique de l’altermondialisme “

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da MATTEO BOVIS


V-Day a Mantova, Volta Mantovana e Pegognaga

Settembre 2, 2007

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8 Settembre 2007 in tutte le piazze italiane e anche a Mantova 

Il giorno si avvicina!!! Molte cose potrebbero cambiare!!!

Siete tutti invitati a firmare la propostosta di riforma di iniziativa popolare!

Qui potete leggere i tre punti della riforma: http://files.meetup.com/211748/volantino_vday_mn.pdf

Qui potete vedere tutti gli onorevoli che hanno condanne in vie definitiva: http://files.meetup.com/211748/Volantino%20onorevoli%20wanted%20MN.zip

Dove potete firmare?

Mantova - Piazza Marconi angolo via Goito dalle ore 9 alle ore 21

Volta Mantovana - Scuderie palazzo Gonzagavia Beata Paola 15 - dalle ore 16:30 alle ore 23:30

Pegognaga - Via Montegrappa dalle ore 8 alle ore 20

Vi ricordiamo che per poter firmare dovete essere maggiorenni, di cittadinanza italiana e aver diritto al voto.

 Presentarsi con un  documendo d’identità al banchetto.