APPELLO IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE

Luglio 13, 2008

 

 

 

In difesa della Costituzione Cento costituzionalisti hanno firmato un documento nel quale esprimono

“insuperabili perplessità di legittimità costituzionale” sull’emendamento blocca-processi e sul lodo Alfano sull’immunità temporanea per le alte cariche dello Stato e chiedono di aderire al loro APPELLO  in difesa della costituzione

       

  

 

 

 

 

 

I sottoscritti professori ordinari di diritto costituzionale e di discipline equivalenti, vivamente preoccupati per le recenti iniziative legislative intese:

 

1) a bloccare per un anno i procedimenti penali in corso per fatti commessi prima del 30 giugno 2002, con esclusione dei reati puniti con la pena della reclusione superiore a dieci anni;

 

2) a reintrodurre nel nostro ordinamento l’immunità temporanea per reati comuni commessi dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Presidenti di Camera e Senato anche prima dell’assunzione della carica, già prevista dall’art. 1 comma 2 della legge n. 140 del 2003, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 24 del 2004,

premesso che l’art. 1, comma 2 Cost., nell’affermare che «La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione», esclude che il popolo possa, col suo voto, rendere giudiziariamente immuni i titolari di cariche elettive e che questi, per il solo fatto di ricoprire cariche istituzionali, siano esentati dal doveroso rispetto della Carta costituzionale, rilevano, con riferimento alla legge di conversione del decreto legge n. 92 del 2008, che gli artt. 2 bis e 2 ter introdotti con emendamento a tale decreto, sollevano insuperabili perplessità di legittimità costituzionale perchè:

a) essendo del tutto estranei alla logica del c.d decreto-sicurezza, difettano dei requisiti di straordinaria necessità ed urgenza richiesti dall’art. 77, comma 2 Cost. (Corte cost., sentenze n. 171 del 2007 e n. 128 del 2008);

b) violano il principio della ragionevole durata dei processi (art. 111, comma 1 Cost., art. 6 Conv. europea dei diritti dell’uomo);

c) pregiudicano l’obbligatorietà dell’azione penale (art. 112 Cost.), in conseguenza della quale il legislatore non ha il potere di sospendere il corso dei processi, ma solo, e tutt’al più, di prevedere criteri “flessibili” cui gli uffici giudiziari debbano ispirarsi nella formazione dei ruoli d’udienza;

d) la data del 30 giugno 2002 non presenta alcuna giustificazione obiettiva e razionale;

e) non sussiste alcuna ragionevole giustificazione per una così generalizzata sospensione che, alla sua scadenza, produrrebbe ulteriori devastanti effetti di disfunzione della giustizia venendosi a sommare il carico dei processi sospesi a quello dei processi nel frattempo sopravvenuti…..

 

…..rilevano, con riferimento al c.d. lodo Alfano, che la sospensione temporanea ivi prevista, concernendo genericamente i reati comuni commessi dai titolari delle sopra indicate quattro alte cariche, viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all’obbligatorietà dell’azione penale, anche e soprattutto l’art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini «sono eguali davanti alla legge».

 

Osservano, a tal proposito, che le vigenti deroghe a tale principio in favore di titolari di cariche istituzionali, tutte previste da norme di rango costituzionale o fondate su precisi obblighi costituzionali, riguardano sempre ed esclusivamente atti o fatti compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni.

 

Per contro, nel c.d. lodo Alfano la titolarità della carica istituzionale viene assunta non già come fondamento e limite dell’immunità «funzionale», bensì come mero pretesto per sospendere l’ordinario corso della giustizia con riferimento a reati «comuni».

 

Per ciò che attiene all’analogo art. 1, comma 2 della legge n. 140 del 2003, i sottoscritti rilevano che, nel dichiararne l’incostituzionalità con la citata sentenza n. 24 del 2004, la Corte costituzionale si limitò a constatare che la previsione legislativa in questione difettava di tanti requisiti e condizioni (tra cui la doverosa indicazione del presupposto, e cioè dei reati a cui l’immunità andrebbe applicata e l’altrettanto doveroso pari trattamento dei ministri e dei parlamentari nell’ipotesi dell’immunità, rispettivamente, del Premier e dei Presidenti delle due Camere), tali da renderla inevitabilmente contrastante con i principi dello Stato di diritto.

Ma ciò la Corte fece senza con ciò pregiudicare la questione di fondo, qui sottolineata, della necessità che qualsiasi forma di prerogativa comportante deroghe al principio di eguale sottoposizione di tutti alla giurisdizione penale debba essere introdotta necessariamente ed esclusivamente con una legge costituzionale.

Infine, date le inesatte notizie diffuse al riguardo, i sottoscritti ritengono opportuno ricordare che l’immunità temporanea per reati comuni è prevista solo nelle Costituzioni greca, portoghese, israeliana e francese con riferimento però al solo Presidente della Repubblica, mentre analoga immunità non è prevista per il Presidente del Consiglio e per i Ministri in alcun ordinamento di democrazia parlamentare analogo al nostro, tanto meno nell’ordinamento spagnolo più volte evocato, ma sempre inesattamente.

 

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In difesa della Costituzione Cento costituzionalisti hanno firmato questo documento nel quale esprimono “insuperabili perplessità di legittimità costituzionale” sull’emendamento blocca-processi e sul lodo Alfano sull’immunità temporanea per le alte cariche dello Stato e chiedono di aderire al loro appello “in difesa della Costituzione”.

 

 

FIRMA ANCHE TU!!!  

 


ENERGIA NUCLEARE? NO GRAZIE!!!

Maggio 31, 2008

Dal blog di Beppe Grillo:

 

 

“Il comitato di affari PDL e PD-meno-elle ha deciso che il nucleare si deve fare. Il futuro economico, energetico, industriale dell’Italia è legato al nucleare. I media si sono subito allineati, sanno che l’opinione pubblica è contraria. Nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, attraverso dati, pubblicazioni scientifiche, testimonianze, video, interviste dimostrerò il contrario. Non è difficile.


Nucleare? No grazie.


Nel 1987 venti milioni di italiani hanno votato un referendum contro il nucleare. Scajola e la Marcegaglia contano più della volontà degli italiani? Chi li autorizza a prendere decisioni a nome del popolo italiano?
Si vuole il nucleare? Si tenga un nuovo referendum. Se gli italiani voteranno a favore, allora si potrà fare. Altrimenti no. Non si possono costruire centrali nucleari ignorando il risultato di un referendum popolare.
Scajola vuol fare lo
sconto sulla bolletta a chi acconsentirà alle centrali nucleari vicino a casa. Dia lui l’esempio con una discarica di scorie nucleari nel suo giardino. La bolletta gliela pago io.
Ci sono molti comuni denuclearizzati in Italia, comuni sovversivi, sobillatori, pericolosi organizzatori di energie alternative. Ma non sono ancora abbastanza. Chiedo ai sindaci di esporre il cartello: “Comune denuclearizzato” sotto il nome del loro paese. E’ il miglior benvenuto per chi lo visita”.


 

V2 DAY – Raccolta firme - COMUNICAZIONE

 

La raccolta firme del V2 DAY nei comuni della provincia di Mantova è terminata!

Abbiamo già iniziato la procedura di certificazione e presto vi comunicheremo i risultati definitivi della raccolta a Mantova.

n.b.

Un caloroso e doveroso ringraziamento da parte degli organizzatori del gruppo “amici di Beppe Grillo” di Mantova a tutte le persone che sono venute a firmare, a coloro che hanno collaborato ai banchetti del 25 aprile a Mantova, Castelbelforte, Volta Mantovana e Pegognaga e che credono nelle nostre iniziative….grazie di cuore!!!

 


IO VOTO LIBERO….O NON VOTO….COMUNQUE LIBERO…..SEMPRE E COMUNQUE LIBERO!

Aprile 13, 2008

VADEMECUM DAL SITO DI ”AMMAZZATECITUTTI”

1. IL VOTO E’ MIO

Mi impegno a non mantenere le promesse fatte:
nel segreto della cabina elettorale, dove nessuno mi può vedere e controllare, voterò secondo coscienza!

2. MI INFORMERO’ SUI CANDIDATI E I SUI PARTITI

Non mi accontenterò del sentito dire, né della presentazione di chi mi chiede il voto. Mi informerò bene su tutti i candidati, prendendomi del tempo per farlo con cura: userò internet, comprerò riviste e quotidiani di opposte idee politiche, ascolterò persone ben informate, possibilmente con posizioni differenti.
* Cercherò di capire quanto ciascun candidato sia competente ed abbia la necessaria esperienza; non mi affiderò a persone incapaci, che parlano per slogan, che denigrano i competitori, che non hanno un programma serio, che fanno promesse miracolose senza spiegare bene come risolvere i problemi. Non mi fiderò di coloro che vogliono accontentare tutti allo stesso tempo, senza intaccare alcun interesse o potere.
* Mi informerò su quanto ha già fatto il candidato durante le sue precedenti esperienze politiche, cosa ha combinato, cosa ha votato, su cosa è stato d’accordo e su cosa è stato contrario. Mi informerò quante volte ha cambiato partito o colore politico e sopratutto perché, se per motivi seri e convincenti o solo per tattiche di potere. Mi informerò sul suo luogo e stile di vita, sul suo lavoro attuale o precedente; cercherò di capire se è titolare o azionista di qualche impresa e se questa ha interessi in attività statali o delle amministrazioni pubbliche; cercherò di capire di quale associazione, club, corporazione o movimento fa parte, chi sono i suoi riferimenti e i suoi sostenitori.

3. NON FARO’ CAMPAGNA ELETTORALE A NESSUNO

senza avere la certezza di aver reperito TUTTE le informazioni necessarie sul candidato e averle confrontate con quelle dei suoi competitori, senza essere pienamente convinto che sia migliore degli altri per il bene della nostra terra e dell’Italia.

4. NON DARO’ IL MIO VOTO A NESSUNO IN CAMBIO DI FAVORI, PROMESSE O PICCOLE CORTESIE

perché spesso ciò che ho ricevuto come favore (cure mediche, lavoro, certificati, pensioni, autorizzazioni, ecc.) mi spettava di diritto, oppure, al contrario, non mi toccava affatto e dunque commetterei un secondo errore ripagandolo col voto;
* perché nella maggior parte dei casi le promesse di favori non verranno mantenute: è impossibile farlo con tutti!
* perché se anche ricevessi un piccolo vantaggio e il nostro paese andasse a rotoli, pagherei caro quanto ho ricevuto e sopratutto lo pagherebbero caro i nostri figli, a cui dobbiamo sempre pensare mentre esprimiamo il nostro voto.
* A medici o funzionari pubblici che dovessero chiedermi il voto sulla base dei servizi resi attraverso il proprio lavoro, ricorderò che ciò che hanno fatto è solo il proprio dovere e che siamo noi, i cittadini, i loro datori di lavoro!
* Non venderò il mio voto in cambio di piccoli aiuti: sono inganni se non vengono garantiti servizi sociali, assistenza agli anziani, trasporti pubblici ecc.

5. NON VOTERO’ CHI HA SUBITO CONDANNE

ha commesso reati o pesanti illeciti amministrativi. Avrò cura di capire se il candidato è stato inquisito o indagato e per quali motivi. Cercherò di capire chi è che lo appoggia, chi sono i suoi sostenitori o i suoi “grandi elettori”.

6. NON VOTERO’ CHI è VOTATO DAI MAFIOSI

in quanto sarà sicuramente da essi condizionato, sarà costretto a rappresentarli o comunque fare i loro interessi, non proteggerà né la gente e né le comunità locali dalla mafia, probabilmente garantirà la loro impunità, porterà alla rovina la nostra terra e inquinerà l’intera politica italiana.

7. NON VOTERO’ CHI HA SPRECATO I SOLDI PUBBLICI

chi ha consumato masse enormi di denaro, fondi europei, le nostre tasse faticosamente pagate, senza alcun risultato visibile per le comunità locali. Darò invece fiducia a chi ha dimostrato con poco di aver ottenuto molto, risparmiando ed ottenendo risultati per tutti, non solo per alcuni.

8. NON SEGUIRO’ LE INDICAZIONI DELLA MIA FAMIGLIA

Il voto è personale. Non confondiamo l’affetto che ci lega con il dovere civico del voto. Ognuno in famiglia può votare per conto proprio e avere idee diverse, secondo coscienza. Non si vota un parente solo in quanto tale. Si vota una persona per le sue competenze e la sua correttezza: la parentela, da sola, non è un buon criterio di scelta. Altrimenti, potrebbero essere i più votati quelli che hanno famiglia numerosa, non chi sa meglio amministrare la comunità, e le conseguenze negative ricadrebbero sull’intera collettività.

9. FIDUCIA AI GIOVANI E ALLE DONNE

da solo non è un criterio di scelta, però occhio all’anzianità di servizio: diamo fiducia al ricambio intergenerazionale, ai giovani, e sopratutto alle donne, meno condizionate dalla mafia, dalle massonerie deviate e dai poteri forti.

10. VOTA SEMPRE, COMUNQUE

e fai votare, anche se non trovi il candidato ideale. è difficile, lo sappiamo, ma se non reputiamo nessuno veramente degno del nostro voto, scegliamo il male minore, ma comunque votiamo; se non lo facessimo favoriremmo solo i peggiori candidati! E al peggio potrebbe non esserci limite.


SOVRANITA’ ALIMENTARE….SUBITO!!!

Marzo 10, 2008

mondialstation

L’articolo che riportiamo qui di seguito ci è stato segnalato da Andrea Conti del meetup nazionale….buona lettura.

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 ”Quello che hanno fatto in Iraq lo stanno facendo in tutto il mondo, in India i contadini si suicidano in massa perché non riescono a pagare i semi e anche in Europa si sta cercando di introdurre quote minime di OGM 0,1% per attuare la politica dell’asso pigliatutto (la tracciabilità del seme è già richiesta cioè non puoi usare semi autoprodotti, ma devi esibire la fattura di acquisto dei semi)”.

“….controllate il sistema alimentare e controllerete le popolazioni.”                            Henry Kissinger

“Questo è quello che stanno cercando di fare e noi di impedire con la ricostruzione dell’agricoltura locale con il progetto Arcipelago SCEC attraverso l’accorciamento delle filiere, il recupero delle antiche colture e la qualità dei prodotti locali”.

DI ERIC TOUSSANT
Mondialisation.ca

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Su scala internazionale sono in azione due grandi tendenze opposte

La tendenza attualmente dominante, in atto da circa 25–30 anni, consiste nell’offensiva capitalista neoliberista e imperialista. Negli ultimi anni, tale tendenza si è espressa con il ricorso, sempre più frequente, a guerre imperialiste, specialmente per la conquista di aree petrolifere, con l’aumento degli armamenti delle grandi potenze, con il rafforzamento dell’apertura commerciale nei paesi sottomessi, con la generalizzazione delle privatizzazioni, con un attacco sistematico ai salari e ai meccanismi di solidarietà collettiva conquistati dai lavoratori. Tutto ciò fa parte del Washington Consensus*. Queste politiche si applicano tanto ai paesi più industrializzati che a quelli in via di sviluppo.

Una controtendenza, certo molto debole su scala mondiale, si sviluppa dalla fine degli anni ’90. Essa si è espressa in molti modi: l’elezione di presidenti che predicano una rottura con il neoliberismo (questo ciclo è cominciato con l’elezione di Hugo Chavez nel 199 8) o perlomeno un suo alleggerimento; la sospensione del pagamento del debito pubblico a creditori privati da parte dell’Argentina a partire dalla fine del dicembre 2001 fino al marzo 2005; l’adozione di nuove costituzioni democratiche da parte delle Assemblee costituenti in Venezuela, Bolivia, e Ecuador; il rafforzamento delle libertà civili e politiche e un avanzamento nella protezione dei diritti economici, sociali e culturali;

l’inizio di un recupero nel controllo da parte dello Stato su grandi imprese pubbliche (il petrolio venezuelano – PDVSA [1]), su risorse naturali (l’acqua, il petrolio e il gas naturale in Bolivia) e su servizi essenziali (produzione/distribuzione dell’elettricità e delle telecomunicazioni in Venezuela); la riduzione dell’isolamento di Cuba; lo scacco dell’ALCA (il trattato di libero commercio che Washington voleva imporre a tutte le Americhe); il debutto dell’ALBA (l’alternativa bolivariana) e lo sviluppo di accordi commerciali e di scambio tra Venezuela, Cuba e Bolivia; il rafforzamento di Petrocaribe che permette a paesi dei Caraibi non esportatori di petrolio di acquistare il petrolio venezuelano con una riduzione del 40% rispetto al prezzo del mercato mondiale; l’uscita della Bolivia dal CIRDI (il tribunale della Banca Mondiale sugli investimenti); l’espulsione del rappresentante della Banca Mondiale dall’Ecuador; l’annuncio dello smantellamento della base statunitense di Manta in Ecuador previsto per il 2009; il lancio della Banca del Sud.

Questa controtendenza sarebbe inconcepibile senza le potenti mobilitazioni popolari che si sono opposte all’offensiva neoliberista degli anni ’80 in America Latina (aprile 1985 a Santo Domingo, febbraio 1989 a Caracas) e in diverse parti del mondo e che da allora sono esplose in maniera periodica. La sopravvivenza di Cuba, nonostante l’embargo e le aggressioni da parte di Washington, ha anch’essa contribuito alla nascita di questa controtendenza in quanto esempio vivente della possibilità di tenere testa alla prima potenza economica e militare del mondo.

La resistenza che incontra l’imperialismo in Iraq, in Palestina e in Afghanistan gioca ugualmente un ruolo fondamentale perché è difficile per gli Stati Uniti realizzare un intervento militare diretto in America Latina [2] mentre devono mantenere un così importante corpo di spedizione in Medio Oriente e in Asia centrale.

Siamo alla vigilia del 2015, anno nel quale devono essere raggiunti i timidi Obiettivi per lo Sviluppo del Millennio (OMD), fissati dalle Nazioni Unite nel settembre 2000 [3]: solo una manciata di anni ce ne separano e il panorama che si presenta è molto inquietante.

E’ palese che le condizioni di vita di una parte significativa della popolazione si degradano, tanto nei paesi più industrializzati che nelle altre parti del mondo. Questa degradazione si riflette sulle rendite, l’impiego, la salute, l’alimentazione, l’ambiente, l’educazione, l’accesso alla cultura. Essa ha a che fare con l’applicazione dei diritti fondamentali delle persone, sia in quanto individui che come collettività. Le degradazioni sono evidenti a livello degli equilibri ecologici, nelle relazioni tra gli Stati e le popolazioni, con il ricorso da parte delle grandi potenze all’aggressione militare. Gli Stati Uniti non sono gli unici aggressori, hanno alleati in Europa dove molti paesi hanno partecipato – o partecipano tuttora attivamente – all’aggressione verso l’Iraq e l’Afghanistan. Senza dimenticare il terrorismo di Stato esercitato dal governo di Israele specialmente verso il popolo palestinese e l’intervento delle autorità russe contro il popolo ceceno.

Esempi di barbarie si manifestano ogni giorno sotto i nostri occhi

Le merci, i servizi, i capitali e le informazioni circolano senza intralci su scala planetaria mentre viene impedito agli esseri umani dei paesi poveri di recarsi nei paesi ricchi. Accordare ai capitali e alle merci totale libertà di circolazione e negarla agli esseri umani costituisce un’espressione della barbarie contemporanea.

In Europa occidentale e negli Stati Uniti quello che è particolarmente ripugnante è la negazione di giustizia nei confronti di chi chiede asilo.

E’ rivoltante sentire un gran numero di dirigenti politici, anche a sinistra, accreditare l’idea secondo la quale non si può accogliere tutta la miseria del mondo e pertanto in questa ottica è in fin dei conti legittimo rifiutare massicciamente il diritto d’asilo nei paesi del Nord, espellere in massa le persone a cui tale diritto viene rifiutato o impedire loro di entrare nei territori in questione. Pensiamo alle migliaia di persone uccise dalle pallottole quando volevano oltrepassare le barriere dell’Unione Europea nelle “enclaves” spagnole del Marocco nel 2005. Pensiamo alle migliaia di persone che perdono la vita cercando di attraversare lo stretto di Gibilterra o di raggiungere le isole Canarie. Questo fenomeno non è evidentemente specifico dell’Europa. Sappiamo quello che succede alla frontiera meridionale degli Stati Uniti sul Rio Grande.

Nel frattempo, la concentrazione della ricchezza a beneficio di un’infima minoranza della popolazione mondiale raggiunge vette mai uguagliate nella storia dell’umanità. Qualche migliaio di capitalisti americani, europei, cinesi, indiani, africani concentrano una fortuna superiore al reddito annuale della metà degli abitanti della terra. E’ anche questa una barbarie.

Il fossato tra paesi ricchi e paesi poveri si approfondisce senza sosta. E’ inaccettabile.

Queste forme di degradazione e di ingiustizia non potranno essere cancellate se non viene invertito il corso della politica.

Il 2015 è la data limite per gli obiettivi del millennio che sono fin troppo modesti e nessuno dei quali va alla radice dei problemi: l’ineguaglianza nella distribuzione della ricchezza e la logica del profitto privato.

In numerosi paesi, non solo non ci si avvicina agli obiettivi del millennio, ma ci se ne allontana. La constatazione è davvero inquietante ed allora bisogna domandarsi se esistono forze sufficientemente potenti per contrastare la tendenza storica in atto.

Questa tendenza storica risale a più di trenta anni fa, ossia una generazione umana. Il colpo di Stato militare di Pinochet in Cile, nel 1973, è servito da laboratorio per la messa a punto di politiche neoliberiste che si sono progressivamente generalizzate all’Europa occidentale – con Margaret Thatcher nel 1979 – agli Stati Uniti – durante la presidenza di Ronald Reagan dal 1981 al 1988 – e al resto del pianeta specialmente con la restaurazione del capitalismo in Russia e in Cina.

L’avvento di forze storiche d’opposizione

Ci sono forze storiche capaci di contrastare questa progressiva influenza del neoliberismo? La risposta è si. Anche se alcuni ne vedono l’origine nel 1999 con la battaglia di Seattle contro il WTO, sembra più appropriato considerare diverse date precedenti come altrettante pietre miliari sul cammino della resistenza alla globalizzazione neoliberista. L’anno 1989 è importante al riguardo: in un primo tempo, è stato percepito solamente come l’anno della caduta del muro di Berlino il che, naturalmente, riveste un’importanza storica. La caduta del muro corrisponde alla fine della caricatura del socialismo burocratico staliniano, una versione totalmente sviata del socialismo che è, invece, un progetto di emancipazione. Ma il 1989 è anche l’anno dell’enorme sollevazione popolare del 27 febbraio in Venezuela, contro l’applicazione del piano di risanamento elaborato dal FMI e contro il regime in carica. I cambiamenti in corso in Venezuela negli ultimi dieci anni non possono essere compresi senza tenere conto di questa data. L’anno 1989 è anche la commemorazione del bicentenario della Rivoluzione francese e l’impressionante mobilitazione contro il G7, riunito quell’anno a Parigi, sotto il segno della lotta per l’annullamento del debito del terzo mondo [4]…….

…….per leggere tutto l’articolo e per gli approfondimenti sull’argomento cliccate qui: www.mondialisation.ca

Note

[1] La direzione dell’impresa pubblica Petrolio del Venezuela SA-PDVSA, creata all’epoca della nazionalizzazione del petrolio venezuelano negli anni 1970, aveva progressivamente favorito gli interessi privati e Washington (nella misura in cui gran parte dei benefici finivano negli Stati Uniti attraverso le filiali di PDVSA presenti in questo paese) fino al momento in cui il governo di Hugo Chavez ha ripreso la situazione in mano a partire dal 2001-2002.

[2] Ciò non impedisce a Washington e a numerosi governi europei di cercare di destabilizzare i governi boliviano, venezuelano ed ecuadoregno, soprattutto sostenendo i settori capitalisti che in questi paesi cercano di provocare la scissione di territori ricchi: la borghesia bianca di Santa Cruz in Bolivia, di Guayaquil in Ecuador, di Zulia in Venezuela. Questa strategia della tensione va seguita molto attentamente perché potrebbe crescere. La maggior parte dei media tende a presentare la volontà di secessione di tali ricchissimi territori come l’esercizio di un diritto democratico del popolo quando invece l’azione è condotta da settori minoritari che si oppongono alle riforme sociali perché minacciano i loro privilegi e il loro controllo sul potere e il denaro.

[3] Per una presentazione critica degli OMD, si veda: Damien Millet e Eric Toussaint, 60 domande e 60 risposte sul debito, il FMI e la Banca mondiale, CADTM-Sylleps, pubblicazione prevista per l’estate 2008.

[4] Le mobilitazioni contro il G7 a Parigi per l’annullamento del debito sono state fatte nell’ambito della campagna “basta così” – alla base della nascita del Comitato per l’annullamento del debito del Terzo Mondo (CADTM).

Eric Toussaint è presidente del du Comitato per l’annullamento del debito del terzo mondeo (CADTM, Belgio)

Titolo originale: “Des résistances aux alternatives. Mise en perspective historique de l’altermondialisme “

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da MATTEO BOVIS


Dibattito per Poggio Reale

Febbraio 8, 2008

Ieri sera presso la sala del Parco del Mincio si è svolto un dibattito sul piano attuativo che prevedi la cementificazione e a scopo artigianale dell ‘area nei pressi di Cittadella ( Mantova).

Siamo stati invitati per dare supporto al Comitato Spontaneo dei Cittadini , eravamo quindi presenti con il nostro banco dove abbiamo distribuito copie del nostro documentario.

I cittadini del Comitato Spontaneo si chiedono perchè andare a costruire una nuova zona commerciale quando nelle vicininanze ci sono capannoni sfitti o da finire , oltre a questo un insediamento del genere andrebbe a deteriorare la già difficile situazione dal punto di vista dell’ l’inquinamento

Al dibattito erano presenti  Angela Catalfamo portavoce del Comitato che ha illustrato il progetto ai presenti

Sono poi intervenuti :

  • Matteo Gaddi di Rifondazione Comunista
  • Sebastiano Sali dei Verdi
  • Giuliano Longfils di Forza Italia
  • Italo Marchetti di Alleanza Nazionale
  • Ernesto Morselli rappresentante di Italia Nostra

Il moderatore dell’incontro era Ermanno Balestrieri rappresentante del Comitato Spontaneo dei Cittadini

Da questo dibattito si è capito che su questo progetto quasi nessuno è d’accordo nell attuarlo , si andrà avanti quindi nel tentativo di o modificare il progetto per un minor impatto ambientale o se possibile addirittura spostarlo in altre zone più idonee alla costruzione

Cliccate a fianco     Poggio Reale 

                                                                     Walter Mazzacani


LA POLITICA DALLA PARTE DEI CITTADINI

Gennaio 13, 2008

 

L’Associazione Civica Mantovana

si presenta ufficialmente

ai propri concittadini

 

LOGO ASSOCIAZIONE CIVICA MANTOVANA 

Sabato 12 Gennaio alle ore 11.00, in Vicolo Canove 22, è stata presentata ufficialmente alla stampa l’Associazione Civica Mantovana.

Questa Associazione vuole rappresentare uno punto di svolta nel modo di intendere e fare politica nella provincia di Mantova e aspira ad essere un punto di riferimento per chiunque voglia fare politica al di fuori dei partiti. I soci dell’Associazione sono infatti semplici cittadini di Mantova e provincia, che credono nella partecipazione civica alla politica degli Enti locali, come risorsa di sviluppo collettivo.

I fondatori e i soci dell’associazione, sono politicamente indipendenti, cioè non sono iscritti ai partiti tradizionali.

La politica attuale, ha generato grande sconforto in tutti i cittadini. I rappresentanti del Direttivo ritengono che per ridestare nelle persone una affezione alle istituzioni, sia necessario predisporre un avvicendamento frequente degli amministratori locali, evitando così che le varie cariche elettive diventino monopolio, di quanti hanno fatto della politica una “loro” professione. Anche i partiti in generale, hanno perso la funzione di rappresentanza del proprio elettorato, mirando esclusivamente al vantaggio di pochi privilegiati a discapito quindi degli interessi della collettività. 

L’associazione si propone di diventare un “strumento” nelle mani dei cittadini che desiderano creare un percorso politico-decisionale condiviso e partecipato. 

Tutte le persone che non si sentono più rappresentate dalle varie “correnti” politiche e hanno comunque a cuore le sorti delle proprie amministrazioni locali, possono condividere con l’Associazione idee e progetti da sviluppare e perseguire insieme.Queste considerazioni, condivise da tutto il direttivo della stessa, sono nate da una attenta analisi della situazione economico-politica nazionale che qui riporto riassunta brevemente in una lettera ufficiale inviata recentemente alla stampa locale:   

“La fine del 2007 coincide con una campagna stampa internazionale che ci presenta al mondo come una nazione in forte declino.Una lucida analisi della situazione, pur accompagnata da una profonda tristezza, ci convince che quanto scritto da queste prestigiose testate è purtroppo vero.La classe politica nazionale è gravemente malata di protagonismo, gigantismo, verticismo, nepotismo e quello che più nuoce, in mezzo a questo vorticoso intreccio di malsani interessi, ha perso il potere di autocontrollo, funzione che spetterebbe all’opposizione.Come è noto, “cane non mangia cane” e di riflesso la classe politica nel suo insieme ha costituito la famigerata “casta”.Questo “modus vivendi” è la causa dell’enorme debito pubblico e la sintesi di tutti i mali che affliggono il nostro Paese.Da questo insostenibile stato di cose si può e si deve uscire.A nostro avviso, si deve cominciare dal basso.Ogni cittadino deve fare propria la cultura civica del rispetto delle regole, assumendosi delle responsabilità.L’associazione civica mantovana si è costituita per cercare di favorire una partecipazione civica territoriale, svincolata dai condizionamenti partitici, per aggregare tutte quelle persone che hanno a cuore le sorti delle proprie amministrazioni locali.A livello comunale per dare una svolta significativa, sarebbe opportuno non delegare più gli esponenti di partito nelle amministrazioni, i quali rappresentano solo gli interessi delle loro correnti ideologiche.Noi ricerchiamo invece il dialogo tra persone responsabili che possano dedicarsi unicamente e serenamente ai problemi a noi vicini, proponendo rimedi, formulando programmi, come democrazia vuole. La costituzione parla chiaro: il potere è del popolo.Contemporaneamente si dovrebbe pretendere in tutti i nostri Enti Locali, una figura importante di riferimento per tutti i cittadini: il difensore civico.La dottrina giuridica inquadra il difensore civico come un organo indipendente dal potere politico, il quale potrà tutelare gli interessi collettivi ed informare l’opinione pubblica su tutte le azioni compiute dagli amministratori locali. Questa figura è a nostro avviso fondamentale e la sua istituzione sarà tra i primi punti del nostro programma. Solo così riteniamo, si potrà creare quel rapporto di trasparenza tra le amministrazioni comunali ed i cittadini che purtroppo, da diverso tempo è venuto a mancare”. 

Associazione Civica Mantovana

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Per informazioni e contatti consultate il sito:  www.civicamantovana.it


Grilli Mantovani in piazza per De Magistris

Dicembre 19, 2007

 

 italia cassazione de magistris

Sabato 15  e Domenica 16 dicembre in Piazza Marconi a Mantova, il nostro gruppo è sceso in piazza per manifestare affetto e stima nei confronti dei Signori Luigi De Magistris e Clementina Forleo.

L’iniziativa realizzata con il supporto dell’Associazione Civica Mantovana ( www.civicamantovana.it ) e del Codiamsa ( www.codiamsa.org  ) è stata l’occasione per manifestare solidarietà senza riserve nei confronti di quanti si stanno impegnando nella lotta al crimine in tutte le sue forme ed estensioni ed in particolare  per esprimere solidarietà per il lavoro di quei Magistrati che, per aver avuto il coraggio di portare avanti senza condizionamenti e senza timore indagini che portano direttamente al cuore del sistema delle corruttele calabresi e del consolidato rapporto tra politica, mafia e profitto, si ritrovano ad essere quotidianamente oggetto di vergognosi attacchi e di delegittimazioni anche da parte di rappresentanti delle Istituzioni democratiche. Su questa nuova sfida, che non è solo contro i nemici storici della civile convivenza, come la ‘ndrangheta per intenderci, ma contro poteri forti e trasversali che si sono insinuati e propagati dappertutto, nessun cittadino onesto può restare indifferente!

Noi “grilli mantovani” ci siamo opposti e ci opponiamo con sdegno e con forza ad ogni attacco mirato teso a delegittimare, con parole o con fatti, l’azione di questi Magistrati coraggiosi e volendo continuare ad alimentare le speranze di progresso, libertà e democrazia per la nostra cara Italia, riponendo piena fiducia nell’operato della Magistratura e nell’impegno di questi Magistrati che, incondizionatamente e con equilibrio, seguono l’ideale del proprio dovere istituzionale e morale.

L’abbiamo fatto organizzando questa due giorni in previsione della decisione sul trasferimento cautelare d’ufficio del pm di Catanzaro Luigi De Magistris, tenutasi lunedì 17 dicembre e successivamente rinviata all’ 11 gennaio.

Abbiamo organizzato una raccolta firme per una lettera di supplica al Presidente della Repubblica e per un appello per la legalità e la giustizia in Calabria, promosso dal gruppo dei ragazzi di Locri: “ammazzatecitutti” ( www.ammazzatecitutti.org ).

Questo il risultato finale della raccolta firme:

- 344   lettere da inviare al Presidente della Repubblica per chiedergli di intervenire e bloccare ogni azione che vada contro l’autonomia e l’indipendenza dei giudici e di vigilare in prima persona, visto che è suo dovere, sull’operato del CSM;                                                                

- 272  appelli con i quali rivendichiamo il diritto alla Giustizia e alla Legalità in Calabria e chiediamo con fermezza che si faccia chiarezza negli oscuri intrecci tra politica, affari, massonerie deviate e criminalità organizzata da inviare al CSM.

Soddisfatti della raccolta firme provvederemo al più presto a spedire la nostra bara (simboleggiante la morte della giustizia in Italia) al nostro caro Presidente Napolitano augurandogli Buone Feste….

….augurandoci che legga e provveda…. legga e provveda….

….legga si rinsavisca e provveda! 

 

 

Qui di seguito informazioni sull’audizione di Clementina Forleo al CSM del 18 dicembre dove è stata ascoltata dalla prima Commissione che ha avviato nei suoi confronti una procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità.

Sulle dichiarazioni rilasciate alla stampa in cui parlò di intimidazioni ricevute mentre conduceva l’inchiesta sulle scalate bancarie, avrebbe ribadito di non aver ”mai parlato di poteri forti”.

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 Roma, 18 dic.   -   (Adnkronos)   -  www.adnkronos.com

Sono soddisfatta. C’è stato un clima sereno”. Sono le parole del gip Clementina Forleo uscendo da Palazzo dei Marescialli. La sua audizione è durata oltre due ore.

Forleo è arrivata poco dopo le nove al Csm per essere ascoltata dalla Prima commissione di palazzo dei Marescialli, che ha avvitato nei suoi confronti una procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità.Il magistrato ha dovuto difendersi dalle contestazioni che le vengono addebitate rispetto alle dichiarazioni da lei rilasciate alla stampa su presunte intimidazioni ricevute anche da ambiti istituzionali mentre conduceva l’inchiesta sulle scalate bancarie.

Alla prima Commissione di Palazzo dei Marescialli, la Forleo avrebbe riferito e ribadito di non aver ”mai parlato di poteri forti”.

Il gip milanese ha inoltre confermato la circostanza dell”invito’ rivoltole dal pg milanese Mario Blandini a essere ‘prudente’ in merito alle intercettazioni sulle scalate bancarie depositandone, come prevede la legge, solo quelle strettamente attinenti alle inchieste in corso. Un consiglio rivolto da Blandini alla Forleo, alla quale avrebbe detto di essere venuto a conoscenza di preoccupazioni del ministro degli Esteri Massimo D’Alema sull’eventuale diffusione del contenuto di alcune sue conversazioni, nelle quali il leader dei Ds avrebbe fatto commenti non positivi su alcuni dei suoi compagni di partito, tra cui Piero Fassino. Una circostanza già sostenuta dal gip di Milano nella prima audizione, tenutasi a novembre, davanti alla prima Commissione del Csm. La Forleo avrebbe inoltre confermato un’altra circostanza già riferita in precedenza riguardo l”avvertimento’ dell’ex magistrato Ferdinando Imposimato che l’avrebbe convocata a Roma a settembre per avvisarla che persone dell’ambiente politico giudiziario facevano pressioni sul pg della Cassazione, Mario Delli Priscoli per farle avere un provvedimento disciplinare.Forleo e e il suo difensore si sarebbero comunque riservati ora di produrre altri documenti da depositare in Commissione. La prima Commissione ha comunque deciso di andare avanti con l’istruttoria.


Sama e l’incenerimento di CDR

Settembre 29, 2007

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Sustinente -Riunione del 28-09-07

Ho partecipato alla riunione indetta dall’Amministrazione di
Sustinente per discutere delle autorizzazioni che la ditta Sama
ha avuto per bruciare i CDR

CDR sta per combustibile derivato dai rifiuti, ovvero si
prendono i rifiuti non differenziati, si setacciano, con
calamite si tolgono i materiali ferrosi, si separa il materiale
vegetale (da cui origina compost che nessuno vuole) e quel che
resta, in sostanza plastica con un pò di carta e cartone viene
definito combustibile (che nessuno vuole bruciare)

La palestra era piena ed alcuni giovani hanno messo uno striscione in cui chiedevano di respirare aria pulita. Il sindaco ha spiegato l’iter burocratico, durato 4-5 anni, dal quale è scaturita l’autorizzazione integrata ambientale consegnata ai primi di agosto dalle Regione che consente alla Sama di bruciare in via sperimentale (sic!) 20.000 tonnellate annue di CDR, facendo presente che in realtà le autorizzazioni erano presenti già dal 2003. L’ingegner Baraldi ha sottolineato che la Sama brucia già 150.000 tonnellate di legno all’anno, che i bruciatori non hanno i requisiti tecnici per bruciare spazzatura, che manca la Verifica di impatto ambientale richiesta da tutte le normative.
L’assessore della Provincia Rebuschi si è limitato a dire che lui non c’entra e che terrà conto delle scelte dell’ Amministrazione comunale.
La discussione del pubblico è stata educata, esaustiva, interessante.
Hanno preso la parola quasi tutti i sindaci o loro delegati (assessori) dei paesi limitrofi, ribadendo la contrarietà della sperimentazione.
La discussione si è allargata anche alla raccolta differenziata, assai scarsa nella zona.
Interessante l’intervento del Sindaco di Pegognaga Carra :bisogna tirare le orecchie alla Siem, per l’incapacità del governo strategico delle spazzature, pare ci siano tonnellate di CDR stoccate che non si sa dove mettere.
La serata si è conclusa con il mandato popolare di procedere ad un ricorso giudiziario per impugnare l’atto.

Commento personale:
La siem è una società pubblica, dove i 69 sindaci della provincia eleggono il CDA. Non sono sicuro ma credo che abbiano ampliato negli anni il CDA da 5 a 10 membri e poi a 12 per dare un sostanzioso gettone di presenza a tutti.
Mi immagino i 69 sindaci a leggere i curriculum professionali degli aspiranti, valutarne titoli, capacità, esperienze.. per dire ora che hanno lavorato male.
A casa mia questi si chiamano PARACULI. Abbiano (i sindaci che hanno votato questo CDA) il coraggio di dire che l’hanno pestata, che hanno solo guardato alla poltrona e non alle capacità, che non hanno controllato l’operato del CDA.
L’ennesima dimostrazione dell’operato dei partiti.

 Dott. Luigi Gaetti - Anatomopatologo all’ospedale “Carlo Poma” di Mantova


5000 firme nella provincia di Mantova

Settembre 11, 2007

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E chi se lo aspettava??? 5000 firme in un solo giorno a Mantova, Pegognaga e Volta Mantovana.

Lunghe code ininterrotte dalla mattina fino alla sera, fino alla fine dell’ultimo modulo disponibile. Questa è una chiara voglia di cambiare!!!

Sui giornali, per radio, in tv abbiamo visto e sentito commenti sul V-Day assurdi da parte di alcuni politici che a quanto pare sanno aprire la bocca inutilmente per cercar di attutire il colpo.

Ma non vogliamo ora parlare dei politici, vogliamo dedicare questa gioia alla gente, a tutti quelli in coda l’8 settembre, a tutte le persone che ci credono veramente!

Grazie a tutti, grazie veramente per la splendida giornata, esempio di democrazia dal basso con totale assenza di bandiere o schieramenti politici!

Qui potete trovare le vostre foto, sono 2 album dedicati al V-Day a Mantova.

http://beppegrillo.meetup.com/116/photos/

 

 

 


LA CADUTA DELLA POLITICA IN ITALIA

Settembre 3, 2007

(e non solo)  

Dossier sulla sempre più impellente esigenza di una profonda trasformazione del rapporto politica-cittadini

Scritto da Luca benedini

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La necessità di far capire ai cittadini cosa veramente accade all’interno dei processi politici è lo scopo di chi ha scritto questo dossier…e non solo! 

E’ un viaggio alla scoperta del “dietro le quinte” della politica.

Parla di guerre, militarismo, armamenti e spiega anche come questo governo stia partecipando ad un programma internazionale sul commercio di armi (come recentemente denunciato da  Alex Zanotelli ).

Fa notare come questo programma sia totalmente in contrasto con i trattati internazionali.

Leggendo questo dossier emerge il fatto che alcuni rappresentanti della politica italiana stanno collaborando con gli Stati Uniti per creare sul territorio italiano diverse basi militari per dare agli stessi ( e non solo! ) l’opportunità di avere basi logistiche utilizzabili in futuro.

Osservando la situazione politica italiana anche Luca Benedini si è chiesto se gli altri paesi d’Europa versano in questo stato; secondo lui bisognerebbe riuscire a riformare la politica italiana per dare un segnale forte e positivo anche agli altri paesi europei.

Il dossier si conclude con una speranza che è anche quella del gruppo “amici di Beppe Grillo” di Mantova:

“….ma speranza e obiettivo di quelle decine di milioni di italiani che in realtà non considerano affatto come un “paese normale” una “repubblica delle banane” è che finalmente nella vita politica italiana comincino a rientrare davvero, e in misura consistente, la sensibilità umana e la creatività elaborativa e pratica”.

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Luca Benedini fa parte da una ventina di anni della società civile interessandosi di ambiente, salute, medicina naturale, “ecologia” della politica, economia e diritto internazionale.

Ha fatto e fa parte di diversi comitati, associazioni e ccordinamenti che si occupano degli argomenti sopracitati.

 

Per leggere il dossier, realizzato anche grazie ad un ampia serie di confronti e dialoghi con amici facenti parte di movimenti ambientalisti, pacifisti e di altro genere…. cliccate qui:

LA CADUTA DELLA POLITICA IN ITALIA (e non solo)

Luca Benedini